ESTRATTO

DORMO POCO E SOGNO TANTO


Il nuovo romanzo formativo di Evolvo Management Lounge

 
 
 
 
 
Do il consenso
Nego il consenso
 

PRENOTALO ORA

Estratto ...


Un piccolo estratto dal libro, che a breve sarà disponibile per te. Prenotalo subito!


Capitolo 1

L’illuminazione

“Il buio è soltanto assenza di luce”


Tutto inizia …

E’ mattina presto di una giornata tipicamente primaverile, resa tiepida dai primi raggi di sole dietro le nuvole in viaggio e ancora umida dalla pioggia caduta durante la notte appena passata. Esco di casa e, inspirando la prima boccata d’aria di primavera, ascolto il cinguettio degli uccellini già svegli. Cammino evitando le piccole macchie di pioggia ancora presenti sul sentiero che mi separa dall’auto. Una ragazza mi passa davanti con la leggerezza di una libellula ma allo stesso tempo con la determinazione di una sportiva di alto livello mentre dall’altro lato della via una signora non più giovanissima passeggia con un cagnolino intento a trovare il luogo adatto per fermarsi. Noto i particolari degli alberi che si ergono su entrambi i lati della strada e mi rendo subito conto di un particolare:

sto stranamente prestando attenzione a tutti quei piccoli particolari che solitamente nemmeno vedo, la mia mente è più ricettiva del solito e mi rendo conto che intorno a me esiste un mondo spettacolare, fatto di piccoli apparentemente insignificanti dettagli che oggi sembrano avere un significato particolare. Forse sto solo dando troppa importanza a ciò che accade intorno a me. Probabilmente, anzi, sicuramente devo tornare a concentrarmi sulle cose davvero importanti: il mio lavoro, gli appuntamenti, le riunioni, i clienti, il business e tutto ciò che mi permette di vivere la vita che sto vivendo.



Appuntamento con il destino …

Apro l’auto con il telecomando. Appoggio la borsa sul sedile posteriore e velocemente entro. Tutto accade meccanicamente, ormai tornato nella modalità “persona di successo”. Metto in moto, piccoli impercettibili ed inconsci movimenti mi permettono di spostare l’auto dal parcheggio sulla strada, direzione obiettivo. Sfreccio veloce lungo le strade ancora deserte con la mente già posizionata sul posto di lavoro e focalizzato sugli impegni, sugli obiettivi da ottenere e sui problemi a cui trovare velocemente una soluzione.

Mentre guido ottimizzo i 20 minuti che mi separano dal luogo in cui sto andando. Il volante tenuto saldo con la mano sinistra, il cambio automatico inserito e il telefono cellulare nella mano destra, come se fosse uno scettro senza il quale il grande cavaliere solitario non può combattere la battaglia. Lo sguardo furtivo per controllare le mail in entrata, cancellando quelle inutili, le pubblicità, lo spam e tutta la robaccia che ogni notte riempie la mia casella. L’attenzione aumenta quando inizio a leggere le comunicazioni importanti. Un cliente mi informa di un’anomalia nel servizio resogli, una collaboratrice mi anticipa ambiguamente la richiesta di un appuntamento per discutere nel dettaglio la sua posizione lavorativa. In quel preciso istante sento in sottofondo l’inconfondibile suono dei messaggi in entrata. Il mio socio necessita urgentemente di un mio supporto per risolvere una questione ferma ormai da mesi che sta intasando e bloccando alcuni flussi produttivi. Immerso nei mille impegni, tra collaboratori che chiedono udienza, clienti che pretendono migliorie e soci che attendono risposte e soluzioni, un brivido mi trapassa come una scossa elettrica, partendo dalla testa e, attraversando in verticale tutto il mio corpo, scaricandosi sul piede che poggia sull’acceleratore. Involontariamente il piede si abbassa facendo sì che il motore utilizzi tutti i suoi cavalli a disposizione.

Si tratta di un istante, un attimo sfuggente, un impulso inconsapevole e incontrollato. E’ intensissimo ma di brevissima durata, ma lungo quanto basta per farmi percepire una sensazione mai vissuta prima.

Un tonfo sordo, un sibilo, rumori lontani di lamiera che si contorce mischiato a vetri che si frantumano. Sento poco, vedo ancor meno e percepisco solo minimamente ciò che realmente sta accadendo. Un brivido mi avvolge e l’istinto mi fa contrarre il piede che fino a poco prima premeva prepotentemente sul pedale del gas. Non comprendo esattamente cosa sia successo, ma è successo. Non riesco nemmeno a spiegarmi come sia successo, ma è successo. Luci abbaglianti, suoni che eccheggiano da lontano, voci sconosciute che esprimono un misto tra stupore, preoccupazione e ansia, persone che corrono all’impazzata apparentemente senza un obiettivo chiaro. Chiudo gli occhi, ho bisogno di riposare.


Il risveglio …

Il bruciore fastidioso sul dorso della mano destra e un misto di dolore e insensibilità alle gambe mi costringono ad aprire gli occhi. Ciò che vedo non mi piace, non era nella programmazioni della giornata di oggi, non lo trovo nei miei obiettivi, tantomeno tra le mie priorità. Intorno a me è tutto bianco, estremamente luminoso, quasi accecante.

Dove sono, chi mi ha portato qui, cos’è successo? Ho da fare, ci sono persone che mi aspettano, problemi che necessitano di essere risolti, clienti che attendono risposte. Dove sono e perché sono qui?

Una persona mai vista prima vestita di verde socchiude la porta e si avvicina. Percepisco i passi anche se non riesco a sentire alcun rumore. Credo mi stia chiedendo qualcosa ma il sibilo incessante che riempie il mio apparato uditivo mi impedisce di ascoltare e comprendere le sue parole. Controlla alcuni parametri su un video e verifica il livello di uno strano liquido contenuto in una bottiglia rovesciata, appesa sopra la mia testa e collegata con un tubicino trasparente con il dorso della mia mano. Tento di fare la domanda che aleggia nella mia testa ma nessun suono esce dalla mia bocca, solo un rantolio simile ad una lamentela di un gattino a cui è stata pestata la coda per sbaglio.

Un ago si insinua nel mio braccio e appena il contenuto della siringa entra in circolo, i miei occhi si richiudono, la mia mente si spegne e il respiro si fa più regolare. In quella condizione di dormiveglia l’unica attività che mi risulta facile da fare è dormire e lasciarmi andare.


L’illuminazione …

Il tempo scorre inesorabilmente ma io non lo percepisco. I giorni si alternano alle notti e la primavera continua a fare il suo corso. Il mondo è vivo e va avanti, le persone che lo popolano continuano nelle loro attività quotidiane tenendo fede alle proprie abitudini e a tutto ciò che da loro certezza e sicurezza. Soltanto io sembro proiettato in un mondo che non mi appartiene, nel quale il tempo non ha valore e i cambiamenti non si percepiscono. Sembra tutto immobile, eppure so che non è così. Dormo e lascio inconsapevolmente viaggiare la mia mente, permetto involontariamente al mio inconscio di proiettare le immagini che più desidera. E’ strano, è tutto strano e allo stesso tempo quasi piacevole. E’ come se qualcuno avesse finalmente spento l’interruttore di questa pazza corsa al successo ed agli impegni e avesse deciso per me uno stop forzato, non solo fisico ma soprattutto mentale.

Le immagini che il mio inconscio proietta davanti a me e che mi fa vivere intensamente come se fossero scene reali di vita vissuta mi piacciono. Mi fanno sorridere, mi danno pace e serenità e mi rendono stranamente ma incondizionatamente felice. Le immagini unite tra loro sembrano la scenografia di un film appassionante ed avvincente, emozionante. Sembra il film della vita che avrei sempre voluto vivere. Sto sognando.

Tutt’ad un tratto un enorme e intenso fascio di luce mi riempie la testa e la mente. E’ come se un’enorme lampadina si fosse accesa all’interno e affiora un’idea tanto geniale quanto assurda. Sono in grado di vivere la vita che ho sempre sognato semplicemente stando immobile in un letto di ospedale con gli occhi chiusi e con il mondo lontano da me. Fantastico penso, allora è così che i bimbi sognano ad occhi aperti, allora è così che i visionari creano il loro futuro e quello degli altri. So che non sto dormendo. Pur avendo gli occhi chiusi sono consapevole di essere sveglio. Eppure sto sognando. E mi illumino. Da oggi in poi “dormo poco e sogno tanto”.



EVOLVO

This website uses cookies. By continuing to use this site, you accept our use of cookies.

Accetta